15° Conferenza ONU e Progetto 30×30

Il cambiamento climatico riceve, a ragione, molta attenzione; ma sta passando in sordina un problema diverso e altrettanto grave: la drammatica perdita di biodiversità, e cioè del numero di specie animali e vegetali che coesistono sul nostro Pianeta. Oltre alle ragioni etiche, ci sono anche ragioni pratiche per tutelare la biodiversità: gli altri esseri viventi sono necessari alla nostra sopravvivenza, visto che da loro dipende fra l’altro la presenza di ossigeno nell’aria e la fertilità dei suoli.

Il cambiamento climatico è uno di diversi fattori che nuocciono alla biodiversità, la cui causa principale è la distruzione di habitat naturali causata dalle attività umane: pesca eccessiva, allevamenti intensivi e disboscamenti. Nell’ultimo secolo, quasi il 20% delle specie viventi sul Pianeta sono scomparse, e un milione di altre specie è attualmente a rischio estinzione.

A metà ottobre 2021 si è tenuta la 15° Conferenza ONU sulla Biodiversità, che ha accertato il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati nell’ultimo decennio, e ha posto 21 nuovi obiettivi. Il più ambizioso è il “Progetto 30×30”, che mira a tutelare, con la creazione di riserve naturali, il 30% degli oceani e delle terre del Pianeta entro il 2030.

Progetti simili in passato hanno causato la cacciata delle popolazioni indigene che ci vivevano, benché le terre controllate da queste popolazioni fossero più sane e “bio-diverse” delle riserve naturali. Per questo, è fondamentale che le misure sulla biodiversità non riguardino solo la natura, ma la convivenza fra natura ed essere umano.

Rimane il fatto che stiamo vivendo due crisi di importanza capitale, ma solo una delle due riceve la giusta attenzione. Fondazione AMMI propone percorsi ITS unici nel loro genere: formiamo professionisti capaci di prendere la parola e di guidare il dibattito sulla Sostenibilità, abbinando conoscenze tecnico-scientifiche alle capacità relazionali fondamentali per fare da liaison fra pubblico e comunità scientifica.

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