Il compromesso fra progresso e privacy

Ad agosto 2021, Apple ha presentato un progetto volto a combattere gli abusi su minori: utilizzando un programma di IA per fare lo scan di tutte le immagini caricate sull’iCloud (il cosiddetto “client side-scanning”), il colosso statunitense si è detto in grado di individuare quelle lesive o pericolose per i minori (come per esempio delle immagini di contenuto pedopornografico). Un progetto simile è in cantiere anche in seno all’Unione Europea, che a fine 2020 ha iniziato a lavorare su un programma in grado di individuare non solo le foto che ritraggono abusi su minori, ma anche qualsiasi immagine collegata ad attività di terrorismo o crimine organizzato.

I massimi esponenti mondiali di Cybersecurity negli scorsi giorni hanno pubblicato uno documento che critica duramente questo genere di tecnologie, in quanto invasive della privacy e potenziali strumenti di controllo dittatoriale, e soprattutto mettendone in dubbio l’efficacia: un lieve ritocco della fotografia è sufficiente ad ingannare l’AI alla base dei software.

La tecnologia può migliorare le nostre vite, ma quanto siamo disposti a sacrificare nel nome del progresso? Fondazione AMMI forma dei professionisti di cybersecurity che non soltanto possiedono le più avanzate skill teniche, ma che sono in grado di arricchire questo dibattito all’incrocio fra progresso, benessere e privacy delle persone.

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