I Paesi poveri saranno i più colpiti

Per tantissimi Paesi in via di sviluppo, il surriscaldamento globale renderà difficilissimo l’accesso ad acqua e cibo: sono 117 milioni le persone al mondo che soffrono la fame, e si trovano quasi tutte in Paesi che patiranno particolarmente gli scompensi dovuti al mutamento di clima.

A subire maggiormente gli effetti tragici del surriscaldamento climatico sono i Paesi a basso reddito, che storicamente hanno meno contribuito alla genesi dell’emergenza e le cui emissioni di gas serra rappresentano meno del 5% di quelle prodotte dai paesi del G7. Per almeno 15 milioni di persone che vivono di agricoltura e allevamento in Africa, Asia e America Latina, le sempre più frequenti violente inondazioni, tempeste e siccità generate dai cambiamenti climatici costituiscono oggi il primo fattore di insicurezza alimentare.

Gli esempi sono numerosi. Haiti è regolarmente colpita da terremoti e tempeste che spazzano via tanto le costruzioni quanto l’economia; il Madagascar soffrirà di periodi di siccità devastanti; il Bangladesh è già uno dei Paesi più malnutriti al Mondo (41% dei bambini sotto i 5 anni sono malnutriti), e questa insicurezza alimentare peggiorerà. Situazioni come quelle di Haiti, Madagascar e Bangladesh verranno drammaticamente amplificate dal cambiamento climatico.

È per questo che Fondazione AMMI propone fra i suoi corsi quello di Sustainability Manager, per formare i professionisti in grado di cambiare le sorti di questa crisi.

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