Quanto fatto ancora non basta

Rispetto all’epoca preindustriale (e cioè fino al 1900), abbiamo già riscaldato il Pianeta di 1.1°C. Sembra cosa da poco, ma questo piccolo aumento di temperatura è ciò causa i disastri ambientali che stiamo vivendo sempre più spesso, dagli incendi alle alluvioni passando per l’estinzione di migliaia di specie ogni anno.

Prima dell’Accordo di Parigi del 2014, si stimava che entro il 2100 la temperatura sarebbe aumentata di altri 3°C: questo avrebbe comportato conseguenze possibilmente fatali per il genere umano, inclusa l’impossibilità di portare avanti la maggior parte delle coltivazioni.

Negli ultimi anni dei miglioramenti ci sono stati, e l’attuale stima per il 2100 è migliorata di 1°C (+2°C invece che +3°C). Rimane però una previsione pessima, che bisogna assolutamente migliorare ulteriormente. È incoraggiante il progresso fatto dalle varie tecnologie “verdi”, come pannelli solari e macchine elettriche, che sono molto più accessibili rispetto a un decennio fa; ma la maggior parte delle promesse fatte dai vari Paesi esistono solo sulla carta, e se si spera colmare il gap fra retorica e realtà bisogna agire in fretta: la International Energy Agency ha pubblicato una roadmap dettagliata che individua anno per anno gli obiettivi che gli Stati devono raggiungere per mantenere le promesse fatte.

Fondazione AMMI è in prima fila a lottare per raggiungere l’obiettivo di una maggiore sostenibilità: per questo proponiamo fra i nostri percorsi quello di Sustainability Manager – un professionista di alto profilo, che ha padronanza di tutti gli aspetti della sostanibilità ambientale, sociale ed economica.

  • Continue reading
  • Continue reading
  • Continue reading
  • Continue reading
  • Continue reading