Inquinamento e dissesto economico vanno di pari passo

Il Mar Menor è una laguna costiera della regione di Murcia, in Spagna: in passato conosciuta solo per la limpidezza delle sue acque, oggi è nota soprattutto per la moria dei suoi pesci, che negli ultimi anni sono finiti spiaggiati a decine di migliaia.
I membri della comunità scientifica hanno puntato il dito contro l’agricoltura intensiva praticata nelle zone circostanti, che fa abbondante uso di fertilizzanti estremamente nocivi per l’ambiente. Questo è coerente con quello che sappiamo dell’inquinamento idrico a livello mondiale, in buona parte causato proprio dai nitrati contenuti in fertilizzanti e pesticidi.
Altra causa del tracollo del Mar Menor è sicuramente l’ondata di turismo massivo che si è abbattuta sulla regione negli ultimi anni: dozzine di ristoranti, alberghi e appartamenti sono stati costruiti a ridosso dell’acqua, spesso con poco riguardo per l’equilibrio di flora e fauna locali.
Oggi l’acqua della laguna è putrida, e in molte zone si alza il tanfo del pesce morto e delle alghe marce. Ma perché si è arrivati fino a questo punto, se le cause del disastro ambientale sono note? Semplice: turismo ed agricoltura sono due dei pilastri dell’economia locale (l’agricoltura produce l’8.5% del PIL dell’intera regione), quindi i governanti – per paura di scontentare i principali player dei due settori – sono stati estremamente timidi nell’implementare misure davvero efficaci.
Si tratta di una scena già vista, che nemmeno ci stupisce più. Ma sembra sfuggire un dato importante: lasciare carta bianca alle attività commerciali non danneggia solo l’ambiente (e già questo sarebbe motivo sufficiente per agire diversamente), ma l’economia stessa. Infatti nessun ristorante sul Mar Menor è più in grado di vendere pesce locale, e l’ondata di turismo si è completamente fermata.
Per prevenire questa miopia, che – cerchiamo di essere realisti – non scomparirà nemmeno di fronte a tragedie ambientali come queste, servono professionisti capaci di prendere la parola in maniera autorevole: il Sustainability Manager formato da Fondazione AMMI è una figura che abbina tutte le competenze tecniche e le social skills necessarie per ergersi a punto di riferimento, e per trovare il giusto equilibrio fra sviluppo economico e salvaguardia del territorio.

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