La sua importanza è il segno del nostro fallimento

Le truppe sovietiche del maresciallo Konev irruppero nella città polacca di Oświęcim il 27 gennaio 1945, scoprendo il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberandone i superstiti. Fu proprio la scoperta di Auschwitz, e le testimonianze dei sopravvissuti, a rivelare compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazifascista.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Sono ricorrenze come queste che ci fanno capire quanto sia importante conoscere una storia e saperla raccontare: tutto quello che sappiamo viene da una storia, pervenutaci grazie a qualcuno che l’ha saputa conservare e raccontare.

Finché ci sarà l’uomo, rimarrà viva la necessità di tramandare racconti, di spiegare ad altri le cose che sono successe e perché sono successe. A cambiare sono solamente le modalità con cui la nostra eredità viene trasmessa: oggi lo facciamo con il digitale, perché ciò che non è raggiungibile da smartphone non esiste.

L’Heritage Marketing Manager di Fondazione AMMI ha l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico dell’azienda in un vantaggio strategico. A questo scopo, sviluppa attività finalizzate a rafforzare la notorietà e il ruolo socio-culturale di un’azienda, ne individua i documenti con i maggiori contenuti identitari, e li converte digitalmente ricorrendo alle tecnologie più avanzate.

Il corso è finanziato dal MIUR, ed è aperto ai giovani fra i 18 e i 29 anni residenti in Lombardia ed in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore (oppure un diploma professionale in esito ad un percorso quadriennale di formazione professionale + una certificazione IFTS).

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