CYBERSECURITY  MANAGER

3 aziende su 4 non hanno nessun addetto alla sicurezza digitale. Formiamo giovani manager pronti ad affrontare una delle grandi sfide tecnologiche e intellettuali del nostro tempo.

CIBERSECURITY MANAGER

3 aziende su 4 non hanno nessun addetto alla sicurezza digitale. Formiamo giovani manager pronti ad affrontare una delle grandi sfide tecnologiche e intellettuali del nostro tempo.

CIBERSECURITY MANAGER

3 aziende su 4 non hanno nessun addetto alla sicurezza digitale. Formiamo giovani manager pronti ad affrontare una delle grandi sfide tecnologiche e intellettuali del nostro tempo.

Perchè?

Per iniziare subito una carriera come Responsabile sicurezza informatica, Project manager IT security, Responsabile privacy, Consulente di cybersecurity. Perché 60% delle PMI oggetto di un attacco informatico fallisce entro meno di un anno, e 95% dei sistemi IT della pubblica amministrazione italiana è impreparato ad un attacco.

Di cosa si tratta?

Cybersecurity come questione umana e di comunicazione. Sistemi IT e loro vulnerabilità. Strategie cyberattack e analisi dei malware. Strumenti di prevenzione, remediation e recovery plan. Comunicazione di cybersecurity. Privacy e cyberbullismo. Blockchain e criptovalute. Job placement e inglese. Tirocinio in azienda e/o apprendistato retribuito.

Per chi?

Giovani 18-29 anni che non studiano e non lavorano. Il percorso parte da 0 e copre a 360° l’area Cybersecurity e non richiede conoscenze pregresse. È perfetto per diplomati di scuola secondaria di qualunque indirizzo, e per laureati che vogliano specializzarsi (come lo farebbero con un master).

ALL’INCROCIO FRA UMANITÀ E TECNOLOGIA

Il cyber-risk è una questione umana, e non solo informatica. Gli attacchi promanano da persone, sfruttano comportamenti umani (93% degli attacchi riusciti deve il suo successo ad un errore umano), e danneggiano privacy e lavoro di altre persone. Non basta individuare le migliori procedure e farle seguire da 99% delle risorse aziendali, perché la sofisticazione dei cyber-attack sfrutta ogni debolezza del sistema: la catena di cybersecurity sarà tanto forte quanto il suo anello più debole (68% degli attacchi di phishing riusciti devono il loro successo ad una password inadeguata o mal nascosta).

Per questo, è necessario includere le persone nel processo, comparando costi e benefici umani, tenendo conto della motivazione di ogni individuo, e coinvolgendo tutte le funzioni dell’organizzazione – in primo luogo direzione e HR.

L’approccio umanistico e comunicativo non diminuisce il livello tecnico della formazione, ma la completa. Non bastano più tecnici con visione a tunnel e poche capacità comunicative: invece, c’è urgente bisogno di professionisti della sicurezza digitale che siano non solo padroni degli aspetti tecnici della questione, ma che li sappiano anche divulgare, guidando i comportamenti individuali e aziendali nel senso giusto.

DIDATTICA POTENZIATA

La didattica del percorso è esperienziale e partecipativa, e prevede la continua interazione fra studenti, docenti, lecturer e manager aziendali. Si crea così un vero “gruppo classe allargato”, che supera le consuete logiche insegnante-studente e sviluppa dinamiche innovative di scoperta e conoscenza, assurgendo al livello di un vero think-tank che si interfaccia con istituzioni e associazioni di categoria, e prende la parola su canali di comunicazione.

Il percorso prevede numerosissimi workshop, case study e challenge.

I TEMI TRATTATI

Il Cybersecurity Manager in esito definisce e pone in essere strategie di sicurezza informatica, è padrone dei più avanzati strumenti di euristica del virus, previene e se necessario gestisce cyber-attack, adottando processi operativi in linea con le migliori pratiche internazionali e gli obblighi normativi; effettua regolari verifiche, anche con l’aiuto di ethical hacker (consulenti benigni che attaccano il sistema per individuarne le vulnerabilità e permettere di eliminarle); comprende la necessità di un costante aggiornamento, anche tramite la creazione di un network di colleghi e professionisti attivi in altre organizzazioni. 

Propizia la nascita di una cultura della sicurezza, con la capacità di diffondere consapevolezza, comportamenti e pratiche cybersicure in tutta l’azienda; in particolare, evita che le misure di sicurezza vengano vissute dai membri dell’organizzazione come ostacoli frustranti. Sa gestire il crescente numero di collegamenti da remoto di smart workers.

Comprende e sa illustrare ai decision-maker gli aspetti tecnologici, umani e legali della sicurezza e propone strumenti e soluzioni; a questo scopo, ha una visione a 360° delle potenzialità delle tecnologie formative più moderne (il percorso include la certificazione di Apple Teacher, non a fini “scolastici” ma divulgativi e formativi interni all’azienda).

Gestisce la privacy in modo etico e legale, combattendo bullismo e stalking digitali, e tutela le informazioni sanitarie e i dati di “esterni” raccolti su social media e/o con marketing digitale e e-commerce. L’azienda, in base al suo modello organizzativo e alle sue dimensioni, potrà decidere se affidargli il ruolo di Garante della privacy (previsto dal GDPR), oppure se affidarlo ad un consulente esterno.

Sono previsti moduli di analisi delle cripto-currency e del block-chain (con particolare attenzione al mondo dell’arte digitale).

CALENDARIO

Il percorso è biennale, inizia il 31 marzo 2022 e si concluderà nel febbraio 2024. Le ore di lezione sono 1.400 (delle quali 1.170 di laboratori pratici), alle quali si aggiungono 600 ore di tirocinio potenziato in aziende selezionate.

Il corso si svolge nelle nostre sedi di Milano e Monza.

ISCRIZIONE

Possono iscriversi giovani fra i 18 e 29 anni, residenti o domiciliati in Lombardia, che abbiano conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore (oppure un diploma professionale in esito ad un percorso quadriennale di formazione professionale + una certificazione IFTS). Gli iscritti devono essere inoccupati o disoccupati, e non devono risultare iscritti ad altri percorsi accreditati.

I corsi sono finanziati e accreditati dal MIUR, da Regione Lombardia e dal Fondo Sociale Europeo. Grazie a questi finanziamenti, al nostro approccio imprenditoriale e ad una struttura organizzativa efficiente, i costi sono minimi – e comunque inferiori a quelli dei consueti percorsi universitari.

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