HERITAGE MARKETING MANAGER 

Il Made in Italy è l’espressione di un patrimonio culturale unico al mondo; ma un patrimonio che non è raggiungibile da smarphone, non esiste. Formiamo giovani manager capaci di portare il nostro heritage identitario nel 3° millennio. 

HERITAGE MARKETING MANAGER 

Il Made in Italy è l’espressione di un patrimonio culturale unico al mondo; ma un patrimonio che non è raggiungibile da smarphone, non esiste. Formiamo giovani manager capaci di portare il nostro heritage identitario nel 3° millennio. 

HERITAGE MARKETING MANAGER 

Il Made in Italy è l’espressione di un patrimonio culturale unico al mondo; ma un patrimonio che non è raggiungibile da smarphone, non esiste. Formiamo giovani manager capaci di portare il nostro heritage identitario nel 3° millennio. 

Perchè?

Per iniziare subito una carriera come Heritage marketing manager, Responsabile digital marketing, Social media manager, Responsabile sito web e ecommerce, Responsabile museo digitale. Perché un patrimonio che non è raggiungibile da smartphone, non esiste.

Di cosa si tratta?

Strumenti e tecniche di digitalizzazione di documenti storici e culturali. Photo e video-making, post-produzione con software professionali e algoritmi. Digital story-telling, marketing culturale. Social media marketing, pubblicazione SEO. AR, VR e rendering 3D. Inglese professionale, job placement. Tirocinio aziendale e/o apprendistato retribuito.

Per chi?

Giovani 18-29 anni che non studiano e non lavorano. Il percorso parte da 0 e copre a 360° l’area della digitalizzazione del patrimonio, e non richiede conoscenze pregresse. È perfetto per diiplomati di scuola secondaria di qualunque indirizzo, e per laureati che vogliano specializzarsi (come lo farebbero con un master).

ALL’INCROCIO FRA UMANITÀ E TECNOLOGIA

Il Made in Italy è il 3° brand più noto al mondo. L’elemento che lo caratterizza, prima ancora della qualità intrinseca, è il fatto di essere l’espressione di uno stile di vita unico al mondo, di una cultura radicata nel tempo e nel territorio. La ripresa post-Covid italiana dipenderà da quanto sapremo valorizzare l’unicità del patrimonio storico-culturale delle nostre aziende.

Oggi la precondizione per valorizzare è digitalizzare. La crisi epidemiologica ha accentuato una tendenza in corso da tempo, per i millennials e non solo: ciò che non è raggiungibile da smartphone non esiste. Qualunque impresa che non sia sensibile alla conversione digitale del proprio heritage, rischia di restare confidenziale e praticamente invisibile al pubblico globale, finendo così per limitare il valore percepito e la riconoscibilità del proprio “nome”. 

Ma, all’infuori di pochi brand globali, il Made in Italy è ancora costituito da piccole e media imprese che non si sono dotate degli strumenti di comunicazione digitale per esprimere questi caratteri immateriali e queste qualità intangibili.  In un mondo inondato di immagini accattivanti e prodotti in offerta, di brand improvvisati che spacciano per “heritage” delle foto sbiadite su Photoshop la sera prima, le aziende italiane hanno in casa un patrimonio socio-culturale autentico e unico al mondo; nell’era post-Covid, è vitale che riescano a raccontarlo in modo digitale. Questo percorso serve a fornire loro il saper fare umanistico e tecnico per comporre narrative valorizzanti e multimediali, che parlino di storia e cultura come fattori distintivi aziendali, in una dinamica accessibile e inclusiva. Creazione e gestione di siti web e profili social; ottimizzazione SEO e campagne mirate; creazione di siti di ecommerce e di veri musei aziendali digitali (con rendering 3D e realtà aumentata).

Forse più ancora che non nelle altre grandi nazioni europee, la Storia del nostro Paese è fatta di storie di imprese e di imprenditori. Aziende come Edison, ENI e Italgas, o come Ferrero, Ferrari e Ferragamo, hanno contribuito a plasmare il patrimonio identitario nazionale, e non solo la nostra economia. Il percorso qui in esame ha lo scopo di dare alle aziende italiane gli strumenti digitali per riaffermare il loro ruolo di attori culturali, e per farlo in modo inclusivo ed accessibile – non solo in chiave “post-Covid” (in attesa che riparta il turismo), ma in una vera ottica di sostenibilità sociale ed economica.

Il percorso rivolge grande attenzione alla ricerca e all’individuazione dei documenti che sostanziano la narrativa aziendale: troppo spesso i ricambi generazionali e l’incuria hanno lasciato impolverare patrimoni unici al mondo aziendali di foto, strumenti e testimonianze. 

Di particolare interesse è la scelta degli strumenti più idonei per la conversione digitale: il classico scanner, o foto e video digitali, non sono adeguati a digitalizzare documenti cartografici, oggetti 3D (macchinari), processi produttivi. In questo senso, il progetto si situa a pieno titolo nell’alveo delle digital humanities, all’incrocio fra tecnologia e discipline umanistiche.

DIDATTICA  POTENZIATA

La didattica del percorso è esperienziale e partecipativa, e prevede la continua interazione fra studenti, docenti, lecturer e manager aziendali. Si crea così un vero “gruppo classe allargato”, che supera le consuete logiche insegnante-studente e sviluppa dinamiche innovative di scoperta e conoscenza, assurgendo al livello di un vero think-tank che si interfaccia con istituzioni e associazioni di categoria, e prende la parola su canali di comunicazione.

Il percorso prevede numerosissimi workshop, case study e challenge.

MISSION 

L’Heritage Marketing Manager ha l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico dell’azienda in un vantaggio strategico. A questo scopo, sviluppa attività finalizzate a rafforzare la notorietà e il ruolo socio-culturale di un’azienda attraverso l’individuazione, la conversione digitale e la valorizzazione multimediale del suo patrimonio storico. Ne individua i documenti con i maggiori contenuti identitari, non solo a livello aziendale ma anche in relazione al territorio di appartenenza; li converte digitalmente ricorrendo alle tecnologie più avanzate, sia in termini di strumenti (scanner, foto, video, illuminazione) che di tecniche (fotogrammetria, algoritmi di correzione dell’immagine, software di post-produzione). Questo consente di perennizzare i documenti e le testimonianze, renderli fruibili globalmente e, a volte, anche di restituircene i contenuti più chiari e leggibili rispetto all’originale (vecchi manoscritti, mappe antiche). I documenti digitali così ottenuti sono divulgati con narrative digitali, creando e animando siti web, newsletter e profili social (in italiano e in inglese); organizzando e animando eventi speciali, virtual tour, archivi 3D, e musei digitali. Questo allo scopo di trasmettere la cultura e i valori aziendali in modo fruibile a distanza, e realmente accessibile e inclusivo.

Si tratta di attività che si basano su tecnologie già consolidate e processi che sono divenuti poco costosi: a mancare è il know-how, è la consapevolezza di cosa fare con queste tecnologie e questi processi. L’Heritage Marketing Manager, al contrario, avrà chiara la propria mission, e giocherà un ruolo fondamentale nella conservazione del nostro patrimonio contro l’incuria e l’usura del tempo, sfruttando processi al 100% sostenibili.

Questi processi sono anche smartwork friendly: infatti, le competenze specialistiche necessarie alla catalogazione, alla digitalizzazione e alla condivisione su cloud degli archivi correnti sono le stesse usate per gli archivi storici.  Uno dei principali ostacoli incontrato dagli smartworkers è l’impossibilità di consultare da casa dei documenti cartacei che si trovano fisicamente in ufficio, e che non sono ancora stati digitalizzati; questa tematica è particolarmente diffusa nelle PMI. Questo rende le competenze sviluppate da questo corso preziose anche a fini organizzativi.

CALENDARIO

Il percorso è biennale, inizia il 31 marzo 2022 e si concluderà nel febbraio 2024. Le ore di lezione sono 1.400 (delle quali oltre 1.000 di laboratori pratici), alle quali si aggiungono 600 ore di tirocinio potenziato in aziende selezionate.

Il corso si svolge nelle nostre sedi di Milano e Monza.

ISCRIZIONE

Possono iscriversi giovani fra i 18 e 29 anni, residenti o domiciliati in Lombardia, che abbiano conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore (oppure un diploma professionale in esito ad un percorso quadriennale di formazione professionale + una certificazione IFTS). Gli iscritti devono essere inoccupati o disoccupati, e non devono risultare iscritti ad altri percorsi accreditati.

I corsi sono finanziati e accreditati dal MIUR, da Regione Lombardia e dal Fondo Sociale Europeo. Grazie a questi finanziamenti, al nostro approccio imprenditoriale e ad una struttura organizzativa efficiente, i costi sono minimi – e comunque inferiori a quelli dei consueti percorsi universitari.

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